I crediti CTRify si usano solo quando la piattaforma agisce realmente: creare o aggiornare asset SEO, lanciare campagne per migliorare UX o traffico, pubblicare citazioni o link, chiamare dati esterni, applicare contenuti o rinnovare infrastruttura. Non si consumano solo per vedere dati, ma per interventi che impattano ranking, authority, indexazione. Un AI Generated Website con 40 post consuma 485 crediti (o si può usare un Website Generation Bonus), mentre il rinnovo annuale dopo il primo anno è separato, circa 60 crediti. Nei flussi di local citation, un lookup Google costa 1 credito per chiamata API, pubblicare una citazione o link costa 1 credito per sito. Per team SEO italiani serve stimare, approvare e monitorare prima di spendere.
Quali azioni spendono crediti di solito?
I crediti si consumano quando CTRify crea, lancia, pubblica, controlla o rinnova asset o segnali SEO. Parliamo di AI Websites, campagne UX/CTR, Viral Booster, Manual CTR, pubblicazioni di citazioni, link jobs, applicazione di contenuti, lookup esterni e rinnovi. Per un’agenzia italiana questa divisione permette di evitare preventivi confusi e spese non tracciate. Un progetto può includere sito di supporto, campagne UX e citazioni locali, ma ogni blocco va stimato, approvato e monitorato. CTRify non è solo generazione testi: i crediti corrispondono a asset, segnali e pubblicazioni SEO reali.
Gli AI Generated Websites consumano crediti?
Sì, perché generano asset SEO concreti. Un sito standard con 40 post costa circa 485 crediti o si può usare un Website Generation Bonus. Il rinnovo dopo il primo anno è un costo a parte, circa 60 crediti annui. Questo sistema separa creazione da manutenzione. Un ecommerce può pianificare un support site per una categoria specifica; un affiliato può usare bonus se disponibili; un’agenzia deve annotare con precisione se usa crediti normali, bonus o vantaggi di piano.
Le campagne UX, CTR e Viral consumano crediti?
Sì: attivare campagne che generano segnali di traffico, UX o ranking richiede crediti. AI CTR UX, Manual CTR, Viral Booster, Keyword Shield e campagne simili sono azioni a budget. Il consumo varia in base a configurazione, durata, target e regole visibili nell’interfaccia. Un brief deve indicare URL, keyword o cluster, paese, device, date, limiti e fonte di misura. Se una campagna si mette in pausa, è fondamentale controllare crediti, limiti, ownership e stato attuale. Non basta ricordare il piano: serve leggere lo storico per capire cosa è stato speso realmente.
Le citazioni locali e i lookup Google consumano crediti?
Sì, ma in modo distinto: il lookup Google costa 1 credito per chiamata API, mentre pubblicare una citazione o link costa 1 credito per sito selezionato. Per local SEO su città come Milano, Roma o Torino, è importante separare discovery e publishing. Cercare un’attività non equivale a pubblicare NAP, mappa, anchor e riferimenti web su un sito CTRify. Questa distinzione evita confusione e migliora i report verso il cliente.
Contenuti, link e internal linking consumano crediti?
Consumano crediti quando si genera, applica, pubblica o piazza lavoro concreto. Preview e apply sono cose diverse: una raccomandazione di internal link non è l’inserimento vero e proprio. Un link job non è una citazione. La regola è semplice: preview quando serve, apply solo dopo approvazione, e sempre tracciare URL, proprietario, tipo di azione e decisione. Quando SEO Machine, link e campagne partono insieme, il log crediti evita caos e spese non attribuibili.
Cosa normalmente non consuma crediti?
Navigare nell’interfaccia, leggere report esistenti, vedere asset già creati o aprire account screen non consumano crediti. Però da queste schermate si possono lanciare azioni che li consumano. Quando un cliente chiede perché sono stati spesi crediti, si deve risalire al credit history, campagne, siti generati, citazioni, link, rinnovi e API call. La spiegazione deve sempre collegare il consumo a un lavoro SEO concreto svolto.
Come pianificare il budget crediti?
Il budget va pianificato per workflow: siti, campagne, citazioni, contenuti, link, rinnovi, lookup esterni. Serve un responsabile, approvazione e misurazione. Ogni credito deve avere una motivazione SEO chiara. Per consulenti italiani, i crediti sono carburante operativo. Prima si individua il collo di bottiglia: asset, segnale, citazione, link o contenuto. Poi si spende lì e si misura il risultato. Così CTRify si usa come sistema operativo, non come spesa casuale.
Come dovrebbe controllare i crediti un team SEO in Italia?
Un team SEO italiano deve assegnare ogni consumo di crediti a una decisione SEO verificabile prima di partire. Il registro minimo include cliente, dominio, URL principale, tipo di azione, stima crediti, consumo effettivo, proprietario, approvazione, data di rinnovo, metrica attesa e nota commerciale. Questa disciplina evita di mettere nello stesso calderone generazioni di siti, campagne UX, pubblicazioni di citazioni o rinnovi annuali. Nel mercato italiano molte attività SEO si vendono a pacchetti mensili, quindi non basta sapere quanti crediti restano: serve sapere quali crediti hanno creato asset misurabili, quali hanno sostenuto pagine vicine alla prima pagina e quali hanno comprato dati esterni o pubblicazioni locali. CTRify diventa così più facile da spiegare e rivendere, con una catena trasparente: problema, azione, credito usato, URL coinvolto e segnale da monitorare alla prossima revisione.





