La Viral Campaign non è un pulsante nel menu principale, ma uno step nel flusso di creazione campagne di CTRify. Per usarla devi andare su /new-campaign e scegliere “Google Organic Rankings | Viral Boost” allo step Campaign Type. Se non la vedi, probabilmente sei in un modulo diverso come AI Websites o WordPress, che non gestiscono campagne. Viral Campaign serve a spingere segnali social e virali su una URL specifica, con parametri paese, keyword, programmazione e misurazione. Non è un tool per creare contenuti o siti, né un semplice Manual CTR.
Quale schermata bisogna aprire?
Parti da /new-campaign e arriva allo step Campaign Type. Il wizard ti guida su verifica, parametri, URL, keyword, schedule e review. L’opzione da scegliere è “Google Organic Rankings | Viral Boost”.
Molti utenti cercano un pulsante “Viral” nel menu principale, ma CTRify raggruppa tutte le campagne – Google organic, AI CTR UX, Manual CTR, Keyword Shield, Kickstart e Viral Boost – in un unico flusso. Se sei nel wizard campagne, sei nel posto giusto. Se invece sei in sezioni come creazione siti o contenuti, non troverai questa opzione.
Perché alcuni utenti non la trovano?
Il problema principale è il nome. Nel linguaggio comune si dice Viral Campaign o Viral Booster, ma nel wizard si chiama “Google Organic Rankings | Viral Boost” e nel backend viral_organic_boost. Chi cerca solo “Viral Campaign” può non trovarla.
Un altro motivo è il modulo sbagliato. Viral Boost si attiva solo dal wizard campagne, non da WordPress o SEO Machine. CTRify separa asset e segnali: prima prepari la URL, poi scegli la campagna, infine misuri. Se sei in un modulo diverso, non vedrai l’opzione.
Cosa preparare prima del lancio?
Devi avere chiaro URL target, paese, device, keyword o cluster, motivo business, durata, crediti e fonte di misurazione. La campagna parte da una domanda precisa: come migliorare visibilità e segnali di una URL misurabile.
Per esempio, in Italia una categoria ecommerce stagionale può aver bisogno di spinta dopo un aggiornamento; una pagina locale può richiedere test su intenti e fiducia; un sito affiliate può voler verificare l’effetto di un articolo aggiornato. Il brief deve indicare quale metrica userai per valutare il risultato.
Come si distingue da Manual CTR e AI CTR UX?
Viral Boost genera segnali social e virali, traffico che porta visibilità e attenzione. Manual CTR testa keyword specifiche su URL definite, mentre AI CTR UX si concentra su segnali organici di esperienza utente legati a opportunità di ricerca.
Serve capire dove intervenire: Viral Boost per spingere discovery e traffico social, Manual CTR per test mirati, AI CTR UX per migliorare segnali UX organici. CTRify ti lascia scegliere il segnale utile al collo di bottiglia reale, non quello più “cool”.
Serve verifica del sito?
Il wizard può richiedere verifica o ownership della URL in base alla campagna. Devi avere URL, paese, parametri, crediti, keyword o brand keyword se richiesto, e una review finale pronta.
Per il mercato italiano, la checklist è: accesso account, URL approvata, paese, tipo campagna, keyword brand, periodo, stima crediti, fonte analytics, owner, regole di stop e successo. Se manca uno di questi, il problema non è trovare l’opzione ma completare il brief.
Come misurare Viral Booster?
Misuri confrontando dati prima e dopo sulla stessa URL. Guarda ranking, impression, click, CTR, sessioni analytics, referrer social e conversioni. Non basta contare visite casuali.
La lettura resta SEO: se cambi contenuto, title, link interni e campagna nello stesso periodo, non capisci cosa ha funzionato. CTRify collega il segnale alla decisione successiva: continuare campagna, migliorare contenuti, aggiungere link o cambiare target. Questo è il valore operativo.
Qual è il workflow sicuro?
Apri /new-campaign, scegli “Google Organic Rankings | Viral Boost”, conferma URL e paese, imposta parametri, controlla crediti, lancia e misura contro baseline. Così trasformi una domanda di navigazione in una decisione SEO concreta.
La scelta finale è operativa: Viral Boost per traffico social e virale, Manual CTR per controllo keyword puntuale, AI CTR UX per supporto organico guidato. Ogni strumento ha il suo ruolo, non si tratta di scegliere il più “cool”.
Per i team italiani, il troubleshooting parte da qui: assicurati di essere nel nuovo Campaign Wizard, che il browser non tenga dati vecchi in localStorage, che il selettore Campaign Type sia caricato e che la traduzione non confonda la ricerca. Salva sempre label visibile, tipo interno, URL, account, paese, device e orario. Se l’opzione manca ancora, invia al supporto screenshot dello step Campaign Type, non di schermate di AI Websites o WordPress.





